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Greco e Riccio si avvicinarono al morto con attenzione, cercando di non toccare la pozza di sangue che si era allargata sotto di lui.
Greco osservò con attenzione la posizione: si trovava sulla schiena, con la gola tagliata e un’espressione di sorpresa.
Cercò di immaginarsi la situazione, ma poi si rese conto che non ci riusciva da solo, aveva bisogno di qualcuno con cui parlare. Non sapeva se poteva fidarsi di Riccio, poteva anche essere l’assassino. Subito però penso che in quel caso, magari, ragionandoci insieme avrebbe potuto cogliere dei dettagli che lo avrebbero incastrato.
«Spostiamoci verso l’ingresso.» disse quindi rivolto a Riccio.
Quando si trovarono tra il bancone e il tavolo, proprio di fronte alla porta d’ingresso, Greco iniziò a parlare, esponendo il suo ragionamento.
«Allora, ho provato a fare un calcolo delle distanze di ognuno di noi. A livello di metri eravamo tutti molto vicini, d’altra parte lo studio non è immenso. Io e i signori Oliveri eravamo molto comodi, avevamo sì e no un metro e mezzo di distanza dal dottore, ma la moglie non aveva una buona visuale dal suo posto a sedere, a differenza mia e del marito. Lei e l’idraulico avevate più o meno la stessa ottima visuale e circa tre metri di distanza. Infine l’infermiera aveva anche lei tre metri circa, ma aveva l’ostacolo di uscire dal bancone. Avrebbe potuto farcela lo stesso in dieci secondi, ma era più scomoda.» smise di parlare e iniziò a immaginarsi la scena.
«Quindi mi sta dicendo che sono uno dei maggiori indiziati?»
«Per ora diciamo che è quello che aveva le possibilità migliori insieme al signor Chiesa, me e il signor Oliveri. Ora però dobbiamo capire esattamente come è successo, cercare di vedere la situazione con gli occhi di un assassino. Se la sente di aiutarmi a provare?»
«Va bene. Cosa devo fare?»
«Provi a immaginare di voler uccidere il dottore. So che non è facile, ma ci provi con me.» attese qualche secondo per permettergli di entrare in quell’ottica «Dunque, deve uccidere il dottore e approfitta di un blackout per farlo.»
«Ma com’è possibile che sia stato così rapido? Avrei dovuto essere già pronto ad agire, come se avessi saputo che sarebbe mancata la luce.»
«Ottima osservazione.» Greco cercò di calcolare i tempi «Manca la luce, prendo il coltello, in due o tre passi rapidi sono alle spalle del dottore, gli taglio la gola e torno al mio posto.»
«Alle spalle? Ne è sicuro?»
«Sì, perché è la posizione più comoda per tagliare la gola a qualcuno e poi nessuno di noi è sporco di sangue. Se l’assassino si fosse trovato davanti al dottore si sarebbe sicuramente macchiato.»
«Ok.»
«Quindi, viste le tempistiche, è chiaro che l’assassino sapeva che stava per mancare la luce. Solo così avrebbe potuto percorrere i metri che lo separavano dal dottore, ucciderlo e tornare a posto.»
«Ci sono diversi modi di far scattare il salvavita. Potremmo provare a dare un’occhiata al contatore.»
«Se ne intende?»
«Un po’, la mia ditta si occupa di quadri elettrici.»
«Allora potremmo andare a controllare. Infermiera» disse rivolto ad Anita «dove si trova il contatore?»
«Dietro l’edificio.» rispose la donna.
«Noi dovremmo vedere se c’è qualcosa di strano o se c’è qualche indizio. Vuole accompagnarci? Così saremo in tre e se uno di noi fosse l’assassino sarebbe comunque in minoranza.»
Anita annuì e andò verso di loro.
Non appena uscirono, nello studio calò un silenzio imbarazzato.
«Brutta situazione eh?» provò a dire l’idraulico.
Il signor Oliveri annuì, mentre la moglie aveva tutti i muscoli del corpo tesi.
«Chi l’avrebbe mai immaginato che ci saremmo trovati in una situazione del genere. Io questa mattina mi ero alzato tranquillo, pronto per una normalissima giornata di lavoro e invece…»
«Potrebbe stare zitto per favore?!» urlò la signora Oliveri.
«Tesoro, calmati!»
«Calmarmi?! Potrebbe essere l’assassino e noi stiamo qui a chiacchierare tranquillamente!»
«Signora, io sono tanto buono e tanto caro, però questa sua insistenza sul fatto che io sia l’assassino comincia a darmi fastidio.»
«Ora non si agiti» intervenne il signor Oliveri «lei non si può rivolgere così a mia moglie!»
«E cosa diciamo di come sua moglie si rivolge a me? Le ricordo che lei, mio caro signore, aveva le stesse mie possibilità di uccidere il dottore, anzi era anche più vicino!»
«Questo non vuol dire niente, io non sono un assassino!»
«Ah, è questo il discorso. Voi siete due persone perbene, una coppia rispettabile, mentre io sono solo un semplice idraulico, una persona grezza che può essere benissimo un assassino. È questo il vostro ragionamento?»
«No» rispose imbarazzato il signor Oliveri «è solo che…»
«…è solo che ho ragione, mi avete guardato fin dall’inizio dall’alto verso il basso, perché io sono solo un poveraccio, un fallito che si è ridotto a fare l’idraulico per campare.»
«Non è vero, non ho mai pensato una cosa del genere.»
«Forse lei no, ma dalla faccia di sua moglie è chiaro il disprezzo che prova.»
Il signor Oliveri si girò verso la moglie e vide che Chiesa aveva ragione, il suo volto non lasciava dubbi.
«Tesoro, ma lo pensi veramente?»
«Io…» iniziò a dire, ma venne interrotta dal ritorno del trio di investigatori.